Chi si trasferisce a Genova per frequentare l’Università deve affrontare, prima ancora dell’inizio delle lezioni, la ricerca di un alloggio e la sostenibilità della spesa. Secondo l’Osservatorio Stanze 2026 di Immobiliare.it Insights, il capoluogo ligure si distingue nel panorama italiano per una crescita dei canoni nonostante l’aumento delle disponibilità.
Il prezzo medio mensile di una camera singola ha raggiunto 408 euro, con un incremento dell’11,9% nell’ultimo anno. Nello stesso periodo, la domanda è salita del 12,3%, mentre l’offerta di alloggi disponibili è aumentata del 44,5%. Il mercato locale cresce quindi contemporaneamente sul fronte della richiesta, dei prezzi e del numero di camere proposte.
Il confronto con le altre città
La dinamica genovese si inserisce in un quadro nazionale molto differenziato. Nelle 32 città analizzate dall’Osservatorio, il prezzo medio delle camere singole è diminuito del 6,2%, ma gli andamenti variano sensibilmente da un territorio all’altro. Milano resta la città più costosa, con 704 euro al mese e una flessione del 3,8%, seguita da Firenze, a 627 euro (+3,3%), e Roma, a 615 euro (+7%).
Nella parte alta della graduatoria figurano anche Bologna, con 585 euro mensili (-7,5%), e Bergamo, con 504 euro (+8,3%). I valori più bassi sono stati rilevati a Chieti, con 240 euro al mese, Catanzaro, con 251 euro, e Foggia, con 259 euro. L’analisi diffusa da Italia in Numeri evidenzia che l’incremento dell’offerta non porta automaticamente a una riduzione dei canoni quando la domanda resta sostenuta.
Posti pubblici e costi per la formazione
Per chi cerca soluzioni a tariffa calmierata, il principale limite resta la disponibilità delle residenze universitarie pubbliche. I dati Ance citati nell’analisi indicano, nel 2026, circa 373mila studenti fuori sede in Italia e poco più di 100mila posti letto pubblici, compresi quelli realizzati attraverso il Piano Housing del Ministero dell’Università. La copertura del fabbisogno viene indicata come inferiore al 10%.
Un ulteriore elemento riguarda il valore delle borse di studio. Il Decreto ministeriale n. 175 del 10 febbraio 2026 fissa a 7.171,11 euro annui l’importo minimo nazionale per uno studente fuori sede, una somma destinata a coprire vitto, alloggio, trasporti e materiale didattico. In diverse città, tuttavia, il solo affitto può assorbire gran parte dell’importo disponibile.
A pesare sul bilancio familiare contribuiscono anche i libri. Il report Universitari al verde, realizzato da Unione degli Universitari e Federconsumatori, stima una spesa media di circa 1.600 euro all’anno, pari a circa 130 euro al mese. Il costo varia in base al corso di studi: dai circa 289 euro annui per Matematica fino ai 1.930 euro stimati per Medicina. Il progetto Libri Università ha inoltre censito oltre 100mila manuali riferiti a 5.593 corsi di laurea in 79 atenei italiani.